Kiian
Numero:

giugno 2012

Privilegi del fare bene

Siamo alla terza uscita della nostra vision, e già le soddisfazioni non si fanno attendere da chi ci legge con interesse e da chi, con slancio, decide di credere in noi. Grazie, anzitutto, fin d’ora, perché quest’anno, questo strano e complesso anno predetto dai nostri cari e antichi maya custodi di VISIONi (!) difficilmente ripetibili, si è annunciato e si sta manifestando difficile, per tutti, in tanti sensi. Eppure, con la qualità e la forte determinazione, con l’entusiasmo che si rinnova senza la spocchiosità del “già visto” e gli occhi pieni di voglia di scovare, apriamo, di nuovo, nuove strade; del resto siamo abituati a essere pionieri, a migliorarci in corsa e a sovvertire le solite e noiose regole dell’abitudine. Da un bel po’, forse da sempre; perché qui, persino qui in questo italico paese troppo pieno di vecchio, abbiamo l’ambizione di fare la differenza. E, a modo nostro, ci riusciamo, amando la comunicazione che ci contraccambia, in ogni sua forma.

Questo numero di vision?

Unico, anzitutto, negli argomenti e nello stile della trattazione, della narrazione, direi meglio.

Contemporaneo, per il sincronismo con le cose che accadono (soprattutto quelle che non vanno perse...).

Ben fatto, per la meticolosità della redazione (bravi davvero tutti, ragazzi!) che fa la differenza.

Questi sono i nostri privilegi; questa la nostra forza. VISIONaria, come sempre.

E per alimentarla, perché tutto va nutrito, sono in partenza per la nuova zelanda per scoprire cosa il nuovo mondo ci riserva, per essere, di nuovo, stupita con gli occhi da bambina. Basta con il lamento che urla agonia su cui, come fossimo preda di un virus indebellabile, ci stiamo piegando con il silenzio del rumore delle chiacchiere.

Basta con il “così fan tutti” che chiude la partita e lava le coscienze.

Facciamo la differenza! Ognuno nel proprio. Ognuno dove e come gli pare.

È un privilegio che ci è concesso; a tutti noi intendo.

Noi, non ce lo facciamo scappare.

Vivete le vostre VISIONi...

di Susanna Bonati