Kiian
16-06-2009

Fespa World Wide Survey: lo stato dell’arte del mercato large format

Vi presentiamo un estratto della World Wide Survey condotta dalla Community di Fespa, un’iniziativa ambiziosa che si è posta l’obiettivo di analizzare il mercato delle arti grafiche, toccando le dinamiche di acquisto e uso delle tecnologie, fino ad arrivare alle applicazioni. La ricerca pone l’attenzione sull’importanza del digitale tra i print service providers, cercando di stimare in quante e quali tecnologie verteranno gli investimenti futuri. La ricerca, che si è conclusa a gennaio 2009, ha coinvolto operatori di 54 paesi, impegnati nei differenti segmenti che costituiscono il mondo della stampa grande formato. Di seguito, una sintesi di alcuni punti legati al mondo del wide format da cui emergono risultati interessanti.

Le maggiori richieste della clientela
Risultano centrali la qualità e il costo del prodotto, ma hanno un peso determinante anche la velocità di consegna e la capacità del fornitore di proporre nuove idee. La nazione in cui è maggiore la richiesta di “altissima qualità” è la Germania.






Ottimismo per il futuro

Tra gli operatori del wide format c'è ottimismo, sia per il mercato del wide format in generale che per il proprio business. Il grafico paragona i dati del 2007 e quelli del 2008, e dimostra come nonostante l’attuale clima economico le risposte siano comunque più ottimiste. In parte questo è dovuto all’alta percentuale di risposte provenienti dai mercati emergenti.

 




La percentuale di lavori realizzati in digitale continua a crescere

La crescita già sfiora il 40% ed è attesa al 50% nei prossimi due anni.

Il dato precedente è avvalorato da un'analisi più specifica sulle tecnologie che saranno le protagoniste del futuro. Il numero di commesse realizzate in analogico passerà dal 21,2 al 16,9%, mentre quelle stampante con tecnologie ink-jet UV-curable saliranno dal 11,9 al 21,6%. Per il solvente, complice anche la spinta "green" che sta scuotendo il mondo, è invece prevista una pesante flessione dal 25,3% attuale al 19,4% nei prossimi due anni.

Per quanto riguarda l'UV, tra le opzioni più richieste troviamo la velocità di stampa (oltre il 45% dei consensi), l'opzione dell'inchiostro bianco e delle vernici UV, la possibilità di stampare su materiali non trattati, il dato variabile e la presenza di colori aggiuntivi.

L'importanza dell'innovazione

Oltre il 50% degli intervistati afferma che investirà in tecnologie capaci di introdurre nuove possibilità applicative o innovazioni a livello di qualità, velocità, larghezza di stampa. Il 22,5% afferma invece di voler introdurre tecnologie capaci di aumentare la capacità produttiva, il 14% pensano di rimpiazzare tecnologie obsolete, mentre il 13% investirà per ridurre i costi di produzione.

 


Le applicazioni più comuni

Il 70% degli intervistati afferma di realizzare banner, mentre una percentuale compresa tra il 49 e il 55% produce regolarmente segnaletica, poster e materiali per il punto vendita. Solo il 30% circa degli intervistati ha invece già approcciato settori più di nicchia e in forte crescita come l'interior decoration, la stampa tessile e il floor graphics. Incredibilmente il 25% afferma di realizzare regolarmente stampe artistiche (un business ancora embrionale in Italia) e bandiere, mentre un 18% parla genericamente di prodotti industriali e il 9% campionature di packaging.

 

Trend di crescita

Le applicazioni che stanno registrando la crescita maggiore sono quelle legate al POP e al tessile. Il POP è una parte importante delle strategie di comunicazione e degli investimenti di molte aziende, perché arriva direttamente ad influenzare il consumatore finale. La crescita del tessile è invece connessa alla versatilità d’uso delle applicazioni, generalmente leggere e maneggiabili, e dal prezzo vantaggioso della stampa su tessuto, se paragonata alle stampe su pvc o su supporti rigidi.

Metri quadri prodotti al mese

In media gli intervistati producono 464 mq al mese. Questo dato comprende un 10% di aziende che producono più di 5000 mq al mese. Il 50% delle aziende coinvolte nella ricerca produce meno di 500 mq al mese, in quanto si tratta di aziende relativamente piccole.